All’Itma Asia + Citme la sostenibilità delle aziende meccanotessili italiane

Anche per questa edizione di ITMA ASIA+ CITME, la presenza italiana sarà tra le più numerose. Saranno, infatti, 117 i costruttori meccanotessili italiani presenti dal 12 al 16 giugno nel Shanghai New International Expo Centre. L’offerta italiana a Shanghai si caratterizza per la completezza della sua proposta e per la massima attenzione riposta all’efficienza e sostenibilità della tecnologia presentata. Dalla filatura alla tessitura, dalla maglieria al finissaggio i visitatori provenienti da tutta l’Asia potranno verificare l’alto livello tecnologico delMade in Italy.

“La Cina è il nostro primo mercato nel mondo, sottolinea Sandro Salmoiraghi, Presidente di ACIMIT, l’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchine Tessili. Nel 2011 abbiamo venduto alle aziende cinesi macchine tessili per un controvalore di 450 milioni di euro (pari al 25% del nostro export)”.

 Nonostante la difficile situazione congiunturale degli ultimi anni, il settore tessile e abbigliamento cinese ha continuato ad investire in tecnologia occidentale e soprattutto in quella italiana (con una crescita de6%annuo negli ultimi 5 annisiamo i terzi fornitori del mercato cinese). “La domanda delle aziende cinesi si fa sempre più sofisticata, precisa Salmoiraghi. In Cina i nostri clienti hanno la necessità di un upgrading anche qualitativo del macchinario utilizzato. Efficienza, riduzione dei costi e sostenibilità ambientale sono tematiche sempre più ricorrenti nelle trattative per la vendita di macchinario in Cina”.

Il progetto “Sustainable Technologies”di ACIMIT, presentato già a ITMA Barcellona lo scorso settembre, va in questa direzione. La targa verde, apposta al macchinario delle aziende che aderiscono al progetto, rappresentaun’operazione di trasparenza.

Nella targa sono, infatti, riportati alcuni fondamentali parametri di efficienza e di sostenibilità ambientale (ad es. il carbon footprint). Durante ITMA ASIA + CITME, l’Associazione presenterà l’ulteriore avanzamento del progetto, vale a dire la certificazione della targa verde.

“In un momento in cui il tema della sostenibilità viene spesso usato per soli fini di marketing ACIMIT, con la certificazione della sua targa verde, intende dare ancora maggiore sostanza ad un progetto a cui già oltre 30 aziende italiane hanno creduto, dando la loro adesione”.

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