A Milano la prima tappa del “Road show” sull’anti-contraffazione

La sede di Sistema Moda Italia ha ospitato la prima tappa del Road show sull’Anti-Contraffazione, denominato La vera impresa è combattere il falso”, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico in collaborazione con Confindustria. Un appuntamento molto sentito dalle imprese della filiera del Tessile Abbigliamento-Moda, testimoniato da oltre 120 prenotazioni.

Il settore Tessile/Moda, infatti, è uno tra i più colpiti dal fenomeno contraffattivo. Il valore del business della contraffazione della moda made in Italy è stimato in circa 12 miliardi di euro, pari a circa 1/5 del fatturato complessivo realizzato dal comparto nel 2012. Si spiega anche così la scelta della sede di questa prima tappa, realizzata in collaborazione con Sistema Moda Italia (SMI) – Federazione Confindustriale di categoria che rappresenta le industrie del settore Tessile/Moda, da sempre impegnata a fianco delle imprese e nei tavoli di lavoro istituzionali a livello italiano ed europeo a difesa della legalità e della trasparenza.

 

Tema di questo primo incontro: “La contraffazione via internet” in quanto forma di contraffazione più ricorrente, in evoluzione e di difficile contrasto, durante il quale sono intervenuti, assieme a Mariano G. Cordone, Giovanni de Sanctis, Francesca Arra, della Direzione Generale per la Lotta alla Contraffazione del Ministero dello Sviluppo Economico, anche Marco Felisati, Vice Direttore Internazionalizzazione e Politiche Commerciali di Confindustria, Cesare Galli, Ordinario dell’università di Parma e Paolo Orlandi, che ha spiegato le strategie di contrasto messe in atto dal Gruppo Ermenegildo Zegna.

Il Presidente di SMI, Michele Tronconi, che ha aperto i lavori del convegno, sul tema ha precisato: “Il settore Tessile/Moda è certamente tra i settori industriali che più soffre la concorrenza criminale dei contraffattori e la necessità di dare risposte e strumenti utili di contrasto al fenomeno contraffattivo diventa tanto più urgente quanto più la contraffazione si sposta sul web, spazio nel quale il presidio del diritto diventa più labile. C’è bisogno di preservare la piena legalità all’interno del web, così da permettere alle imprese il pieno sfruttamento di tale mezzo di comunicazione le cui potenzialità sono veramente notevoli”.

 

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