30 anni di Stone Island in mostra a Pitti

    In occasione di Pitti Uomo Stone Island mette oggi in mostra i sui 30 anni, dal 1982 ad oggi. Il brand, che fa capo a Sportswear Company, guidato da Carlo Rivetti, ripercorre la propria storia dedicata alla ricerca e alla sperimentazione tessile, allo studio della funzione d’uso dei capi e all’innovazione, indagando spesso mondi lontani dall’abbigliamento. Una visione e una modalità di ricerca riconosciute come un punto di riferimento imprescindibile per il mondo dello sportswear e del design.

    La mostra, prodotta da Stone Island, è curata da Simon Foxton e Nicholas Griffiths. Il percorso esibitivo diviso per macro aeree, ripercorre, attraverso più di 200 capi, i temi  di eccellenza esplorate dalle origini fino ad oggi:  trattamenti, spalmature, tinture in capo estreme  e tecnologie avanzate.

    “ Sono molto felice e ringrazio la Fondazione Pitti Discovery per aver deciso di condividere con noi  un momento così importante, ospitando la mostra dei nostri 30 anni alla Stazione Leopolda e collaborando alle gestione dell’evento  in occasione del Pitti Uomo,  la  più importate manifestazione internazionale capace di esprimere il mondo maschile, attraverso lo  stile, la moda il design e la  cultura.

    E’ la prima volta che Stone Island celebra se stessa, non mai abbiamo fatto eventi di alcun tipo, per questo la nostra tensione e il nostro entusiasmo è massimo. Credo che, raggiunti tre decenni di attività, ci sia veramente qualcosa da raccontare e  considero la collaborazione di Fondazione Pitti Discovery come un riconoscimento del nostro lavoro, e di questo sono molto orgoglioso“. Carlo Rivetti
     

    “La grande mostra di Stone Island a Firenze per i suoi trent’anni è un progetto bellissimo – aggiunge Gaetano Marzotto,presidente di Pitti Immagine e della Fondazione Pitti Discovery– e siamo felici di poter dare il nostro contributo. Per noi è un’alleanza di prestigio, con un marchio icona dello sportswear  che ha fatto dell’innovazione nel prodotto la sua cifra unica.  Poi è un progetto coerente con i programmi della Fondazione Pitti Discovery, che s’inserisce nel filone delle nostre ultime mostre, penso a “Workwear. Lavoro Moda Seduzione” o alla mostra dedicata all’artista californiana Andrea Zittel, tutti progetti in cui è forte la commistione innovativa tra moda e design, uso dei materiali, studio del corpo. E, infine, voglio sottolineare l’amicizia che da anni lega noi di Pitti a Carlo e Sabina Rivetti, un rapporto che non potrà che rafforzarsi”. Gaetano Marzotto.
     

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